Archivio per novembre, 2014

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Se ti guardo dormire

mi cantano in gola le nuvole

tra la piega imbronciata che hai sulle labbra

non c’è tenebra nei viaggi  che sogni

così esile che ti aggrappi alla luna

mentre dondoli alle fronde

di querce che scorrono

tra  filamenti d’ anima.

Quante strade intrecciano le nostre mani

quante curve di carta sappiamo sgranchire.

Così amore così amara così mora così mare

quando sorseggi parole e distendi  sorrisi

sia chiaro per pochi intenditori.

Specialisti nella cosmetica dello spirito.

setteminuti
Una riflessione asciutta e priva di retorica che conduce lo spettatore dentro alle lacerazioni del mondo del lavoro quando il gioco delle parti costringe le persone nella gabbia delle scelte drammatiche. Salvarsi e concedere fette di dignità oppure opporsi per sé stessi e per gli altri sapendo che una parola potrà significare l’ingresso nel mondo dei diseredati. Sette minuti, seicento ore e i diritti in cenere. Essere comunque in balia di chi detiene il manico del bastone, ieri come oggi nell’Europa della grande crisi. Un testo di notevole livello drammaturgico, una regia impeccabile commentata da scelte scenografiche capaci nella loro essenzialità di appassionare e coinvolgere. Perfetta l’interpretazione di Ottavia Piccolo sapiente nel legare come in un ordito le sue compagne di scena in una visione corale e accorata.

Liquide di novembre

Pubblicato: 30 novembre 2014 in Senza categoria

La lezione di Sanguineti in Alfabeto apocalittico e una mia reinterpretazione

Lustrata lastra lima ligustro localizza

lucida lenta lieve languore lambisce

lacrima landa là lascia letale lesione

lavica luce lima lucignolo ledere

lepade lessicale lestezza lei letizia.

inverno

Pubblicato: 30 novembre 2014 in Senza categoria

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Sotto il punto di congelamento
fuori nel cielo scotennato
non viaggiano negli occhi pensieri docili
solo puntali di erti filamenti.

Sotto la pelle che dimentica
tra le mani graffiate degli alberi
suona un pensiero strizzato esangue
come le siepi che dormono nel vetro.

Brullo mi imbroglia il ricordo di azzurri
cieli in silenzi ingiallati di astri roventi.

Cerco colore e nel calore di un radiatore
mi espande il ricordo che fu di verde
quasi un tepore
quasi un soave
un sogno. Quasi.