#lavoronarrato

Pubblicato: 4 maggio 2014 in Senza categoria

Raccontare il lavoro e raccontarsi attraverso il lavoro che si svolge o che si è svolto. Mostrare la dignità, la disperazione, la qualità della vita e di se stessi condizionata al fatto di avere un lavoro. Oppure non avercelo. O averlo flessibile, precario. O essere sul punto di perderlo, o essere sul punto di essere come collettività privati di una fabbrica che con la sua storia ha scritto la storia di una comunità. E’ stata questa riflessione che ha unito cento tra piazze, circoli, luoghi di incontro per salutare il PRIMO MAGGIO, per auspicare una rivoluzione vera che parte da una domanda di tante persone, uomini, donne, giovani, lavoratori precari e flessibili, soggetti come giunchi alle sferzate del vento dell’economia e della cattiva politica, esodati, cassintegrati, lettori, affabulatori. Tutti insieme per pretendere che lo slogan “Mai più senza lavoro” non rimanga un’enunciazione retorica, ma sia il fondamento di una realizzazione: quella che recita il primo articolo della costituzione del nostro Paese. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.Immagine

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